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Come se fossi io…

Riportiamo l’articolo scritto dal Presidente della Cooperativa Sociale Serena Marco Zanisi per Lombardia Sociale.

Marco Zanisi

Come se fossi io…

Le evoluzione nella visione della persona con disabilità, i passi in avanti realizzati in questi ultimi decenni nei servizi, nella società, nel sistema produttivo, sono stati tanti ed importanti. Tuttavia c’è ancora un passaggio da compiere, il più difficile: quello relativo all’assunzione di una diversa prospettiva, “come se fossi io…”, nella progettazione dei servizi, dei piani di intervento e delle risposte ai bisogni.

Nel corso degli ultimi tre secoli, il progressivo approssimarsi alla persona con disabilità ha condotto la società tutta ad una puntuale modificazione del proprio punto di osservazione delle persone stesse… da oggetto a soggetto, da soggetto pericoloso a soggetto da curare, a soggetto da integrare, da soggetto terzo a prossimo da includere, a figlio, a fratello… conseguentemente i Servizi destinati alle persone con disabilità sono progrediti e migliorati, tanto nell’efficacia degli interventi quanto nel sostenere percorsi verso l’accesso a diritti e dignità. La ricerca, le politiche, le realtà associative, le realtà produttive hanno accompagnato e reso possibile questo percorso, favorendo il passaggio delle persone con disabilità dalla condizione di “scarto” a quella (raramente) di cittadino attivo. La comunità scientifica ed educante, la società civile, tutti noi, abbiamo imparato a guardare le persone con disabilità come compagni di scuola, come vicini di casa, come colleghi, talvolta con tolleranza, talvolta con simpatia, talvolta (raramente) con un senso di profonda e paritetica amicizia…

Oggi la competenza e la qualità delle risposte, che il Sistema integrato dei Servizi per le persone con disabilità residenti in Regione Lombardia è in grado di garantire, rappresenta una chiara eccellenza a cui anche realtà al di fuori dai confini nazionali guardano con interesse ed ammirazione. Oggi i Servizi attivi sul territorio sono in grado di garantire una pluralità di modelli e stili di presa in carico, capaci di rispondere puntualmente ai bisogni delle persone e tutelare coloro i quali non sempre sono in grado di promuoversi, di rappresentarsi, di evitare il raggiro ed i pericoli. Davvero tanta la strada fatta, con le persone, per le persone con disabilità, in loro nome, a loro tutela e (talvolta) al loro posto. […]

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